Nessuna scusa, nessun ripensamento, nessuna consapevolezza della gravità di quanto scritto. L’unico problema, a quanto pare, è che qualcuno abbia reso pubblico il suo post. Come se i social fossero un luogo segreto dove tutto è consentito, purché nessuno lo venga a sapere!
Lascio a voi cosa pensare di membro del Pd che prima pensa certe cose poi le scrive, per attribuire le responsabilità a chi le ha fatte conoscere.
E non potendo giustificare l’ingiustificabile, ecco il solito repertorio: attacchi al Governo Meloni, polemiche fuori tema e, dulcis in fundo, minacce di azioni legali contro chi lo ha criticato. Da autore di quelle parole a vittima: un capolavoro di faccia tosta!
Lasciano increduli anche le difese d’ufficio dell’onorevole Gianassi, veterano della politica che sembra preferire l’allineamento alla linea di partito al buon senso.
Il PD ha cambiato pelle, anzi colore! La nuova classe dirigente armocromatica fatica a tollerare persino il dissenso dei propri elettori, che oggi raccolgono firme per chiedere di correggere scelte che non condividono. E i veterani, anziché ascoltarli, si adeguano alla linea dura. Sarebbero affari loro ma dato che sono alla guida di Firenze, tutto ciò diventa una Brutta storia.
Il problema non è che quel post sia diventato pubblico. Il problema è averlo scritto e non avere ancora il coraggio di chiedere scusa.
Ma ancora peggio e’ minimizzarlo o difenderlo.




