SEN.MARCHESCHI a SPAZIO CULTURA: “BASTA SOLDI PUBBLICI A PIOGGIA E CARRIERE FACILE PER GLI AMICI”

10 Mag2025

Il mio intervento a Spazio Cultura a Firenze all’evento SPAZIO CULTURA a Firenze.

“Le risorse pubbliche devono essere destinate alla conservazione e valorizzazione dei nostri straordinari beni culturali, alla promozione di attività culturali e, di conseguenza, alla creazione di posti di lavoro pubblici.
L’era dei finanziamenti a pioggia, erogati per consuetudine o, peggio, riservati ai soliti amici dei salotti d’élite nelle loro torri d’avorio, è definitivamente conclusa.
Abbiamo scardinato quel sistema. Ma altro che egemonia della destra!
È l’ora del merito e delle competenze, unite a un autentico senso di servizio pubblico.

Questa è la vera rivoluzione della destra: quella del buon senso.

Ora, mentre ci avviamo alla conclusione di questa intensa due giorni di cultura, vogliamo parlare di qualcosa di speciale:

“Il cinema e l’immaginario nazionale: raccontare l’Italia attraverso il grande schermo.”
Non è solo un titolo, ma una promessa.

Il cinema non è solo intrattenimento. È memoria, emozione, sogno. È quel racconto collettivo in cui, almeno una volta, ci siamo tutti riconosciuti. Penso ai grandi classici del neorealismo, che ci hanno fatto sentire il dolore e la speranza del dopoguerra. Alle commedie leggere, che ci hanno fatto sorridere dei nostri vizi e delle nostre virtù. E a quei film che hanno dipinto la nostra Italia, non solo come nazione, ma come un mosaico di anime, culture e storie.

E, facendo anche gli onori di casa, non posso non parlare della Toscana. Una terra che non è solo colline dorate, mare e città d’arte, ma un luogo dell’anima. Penso a Firenze, il cuore pulsante di questa regione, una città che non si accontenta di essere ammirata come una cartolina o il fondale di un set (come nelle produzioni USA di InfernoHannibal o I Medici). Firenze vuole essere vissuta.

Sul grande schermo, Firenze è stata raccontata come poche altre città.
Penso a “Camera con vista” di James Ivory (1985), che ci ha fatto innamorare delle sue vedute mozzafiato, trasformando una storia d’amore in un inno alla bellezza della città. Oppure a “Il ciclone” di Leonardo Pieraccioni, con quella passeggiata interminabile fra Levante e Caterina, che ha saputo raccontare la nostra leggerezza e il nostro spirito.

E come non ricordare “Amici miei” di Mario Monicelli? Un capolavoro che ha catturato meglio di ogni altro lo spirito fiorentino: quella risata amara, quel senso di ironia e disincanto, persino di fronte alle sventure. Perché essere fiorentini è questo: avere sempre una parola pronta, ma anche un cuore grande nascosto dietro l’ironia.

In questo panel, insieme ai nostri straordinari ospiti – registi, attori, esperti di cinema – ci chiederemo come il grande schermo ci ha fatto sognare, ridere, piangere. Ma, soprattutto, come ci racconta. Come ci mostra chi siamo davvero.

Lo faremo qui a Firenze, luogo per eccellenza della cultura e dell’ironia e quindi trattando temi importanti ma sempre “come fosse Antani, con lo scappellamento a destra”.

Grazie.

 

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