Intervista di Marcheschi su Scandicci

24 Feb2015

Avventura  inizia­ta neanche da un mese; quasi come una sorta di scommessa, o meglio, di sfida ad una sinistra che, dall’alto dei decenni dominio incontrastata nel governo della città, sembrava ‘imbatti­bile. Una sfida che Paolo Marcheschi, forte della scelta giunta dalla direzione del Popolo delle Liber­tà e dall’ appoggio  incondizionato offertogli dalla lista civica “Voce al Popolo”, capeggiata da Gheri Guido, nonché alla luce dell’ esperienza in Consiglio regionale, ha deciso di raccogliere con piena decisione, nella convinzione che Scandicci sia un Comune dove il Pdl ha ampi margini di crescita. Marcheschi, l’attuale amministrazione ha puntato forte su alcuni temi, quali viabilità;scuola infrastrutture:quali; invece, le priori­tà del Pdl per Scandicci?   Sicuramente, migliorare la viabi­lità, in quanto ritengo che le decisioni prese dal sindaco attuale non affatto risolto i problemi in proposito, ma anzi contribuito a complicarli ulteriormente. Altro punto che ci interessa molto è poi quello dello sviluppo urbanistico: in questo senso, intendiamo fare in modo non che Scandicci diventi una città grande,bensì una grande città. Al momento, infatti, manca un vero centro e le piazze dei vari ‘quartieri non sono sufficientemente vissu­te. Questo  perchè le passate am­ministrazioni non hanno fatto in modo di dare una vera identità’ alla città, tanto che gli scandiccesi non hanno la consapevolezza di essere di Scandicci. Si sentono piuttosto fiorentini, senza l’orgo­glio di appartenere invece a questo,territorio.

Al ‘momento dell’Ufficializzazione della sua candidatura ha afferma­to di voler valorizzare le capacità ‘imprenditoriali è di lavoro della città, In che modo? ‘ E’ un punto a cui teniamo molto e che è ben sviscerato nel program­ma che intendo adottare nel caso venissi eletto. La volontà è quella di valorizzare l’importante patri­monio offerto dell’industria ma­nifatturiera ed artigianale sul ter­ritorio, presente con, circa 80 ditte ma, che, al momento, ruotano esclusivamente attorno alle gran­di firme. Il nostro scopo è quindi quello di sviluppare e valorizzare al meglio un’industria che porti, avanti un marchio  proprio da esportare nel resto d’Italia: creare insomma una sorta di ” Made in Scandicci” sull’ esempio di altre realtà a noi vicine, quali Prato e Firenze. Manca adesso meno di una settimana alle urne: quali sono le sue sensazioni su quello che potrà essere l’esito elettorale?    Durante questo mese di campa­gna elettorale; ho avuto modo di notare che il vento è finalmente cambiato; visto anche ciò che di buono è stato fatto a livello nazionale il governo di centro destra. Ho inoltre notato che la gente ha capito il valore .e l’utilità delle nostre idee e dei nostri programmi. Spero quindi che si possa cominciare ad abbandonare il voto per abitudine e votare i progetti e le persone per quello che valgono. Scandicci ha bisogno di cambiare e di fare.  Ha bisogno di farlo in fretta e questo è il momento giusto.

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